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  Nomadismo gastronomico russo-sovietico   Un’esperienza di cibo di strada a cui sono rimasto profondamente legato è quella che risale ai miei anni di regolare frequentazione dell’Unione Sovietica, Settanta e Ottanta in particolare. Quando, nel 1986, diedi alle stampe una pionieristica guida turistica di Mosca e Leningrado (all’epoca i viaggi individuali erano fortemente scoraggiati e non era per niente facile staccarsi dal gruppo se si partecipava a una spedizione collettiva) dedicai un capitolo a ciò che definii “nomadismo gastronomico russo”. Tanto forte fu l’impressione suscitata dalle varie forme di ristorazione ambulante a cui i cittadini facevano costante ricorso e alla quale anche noi studenti stranieri ci saremmo prontamente adeguati. L’accesso a caffè e ristoranti era subordinato a lunghe attese per essere ammessi, talora non coronate da successo. I costi erano considerevoli per parte della popolazione, la reputazione dei locali non impeccabile, il tempo scarsegg...
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  Un pagano trionfo della carne: il mercato Varvakeios di Atene   Sia la tragica crisi economica scatenatasi nel 2009 (crisi del debito ellenico), e dichiarata formalmente conclusa a forza di sacrifici immani soltanto lo scorso mese di agosto, che la pandemia del covid hanno lasciato pesanti segni in città. Delle duecentomila attività che avevano chiuso i battenti durante i momenti più atroci delle pesanti austerità imposte alla popolazione, e successivamente dei lockdown sanitari, molte hanno riaperto trasformandosi e investendo nella risorsa più a portata di mano: il turismo. I percorsi escursionistici obbligati e le conseguenze dei crolli finanziari hanno ulteriormente trasformato non poche vie di Atene in gallerie di orrori (la Pandrossou che va da Plaka a Monastiraki, per esempio, che trabocca di busti di filosofi e blasfeme statuette di deità mitologiche di alabastro o di plastica) e suggestive fughe di vicoli e scale (il quartiere di Anafiotika arroccato sotto il Pa...